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Per sopravvivere a un esplosione nucleare bisogna uscire di casa

Durante la Guerra Fredda, il governo degli Stati Uniti raccomandava agli studenti di raggomitolarsi sotto ai banchi in caso di un attacco nucleare. Nel 2014, uno scienziato atmosferico ha pubblicato un articolo in cui suggerisce alle vittime di un attacco nucleare di fare qualcosa di inaspettato: invece di chiudersi in casa, dovrebbero uscire a cercare un riparo migliore. Queste sue raccomandazioni ovviamente hanno ricevuto molte critiche.



Le linee guida consigliano generalmente di ripararsi nella struttura più vicina e protettiva possibile: un seminterrato, un garage o una galleria, secondo FEMA questo potrebbe ridurre le dosi di radiazioni di almeno 10 volte. Ma cosa accade se la tua casa non ha un seminterrato? Dillon ha una risposta: se la tua casa non è molto protettiva e sai che puoi raggiungere un rifugio di qualità in cinque minuti, corri in quel rifugio. Se il rifugio più vicino è a 15 minuti di distanza, fermarsi in casa per mezz'ora, al massimo, quindi correre verso quel rifugio.

Questo perché la dose di radiazioni sarà comunque bilanciata raggiungendo un riparo migliore piuttosto che rimanendo in uno non idoneo che non offre riparo contro eventuali radiazioni. Secondo i calcoli di Dillon, vale la pena farsi una corsa di 5 minuti per raggiungere un rifugio nelle vicinanze. Ma se è più lontano, l' attesa paga, perché l' intensità delle radiazioni ambientali diminuisce con lo scorrere del tempo. Il ricercatore stima che queste linee guida potrebbero salvare tra 10.000 e 100.000 vite umane.

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