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Esiste realmente nell'uomo la combustione spontanea?

È realmente possibile che qualcuno prenda fuoco senza motivo? Può sembrare strano, ma in molti alla seguente domanda rispondono: sì, portando esempi di storie dove si parla di gente che è stata trovata bruciata in un ambiente circostante lasciato intatto dal fuoco. Gli scettici dicono che è impossibile e che ognuno di questi esempi può essere ricondotto a una fiamma di qualche tipo. Chi ha ragione?



Storie di combustione umana spontanea (SHC) risalgono al 1400; il cavaliere Polonus Vorstius si dice che abbia bevuto due mestoli di vino prima di vomitare una fiamma e farsi consumare dal fuoco. Ma uno dei primi racconti scritti risale al 1633, quando l' anatomista danese Thomas Bartholin descrisse come una donna parigina "si riduse in cenere e fumò" mentre dormiva, ma il materasso di paglia rimase intoccato dalle fiamme.  Nel secolo scorso, inoltre, molte volte sono venute alla luce notizie di persone che sono state avvolte dalle fiamme, apparentemente senza una causa esterna.

In questi casi il corpo umano può essere pensato come l'interno di una candela, mentre indumenti infiammabili o capelli agiscono come lo stoppino e il grasso corporeo agisce come fonte di carburante. Quando il calore dalla fiamma raggiunge il grasso, si scioglie e si immerge nello "stoppino", vaporizzando e creando sempre più calore per mantenere il corpo che brucia in modo continuativo. Tutto il combustibile di cui il fuoco ha bisogno è proprio lì, nel grasso corporeo e questo potrebbe essere il motivo per cui i dintorni di una vittima sono lasciati intatti, salvo qualche macchia di grasso - i resti di grasso bruciato, quale sia però la causa scatenante rimane ancora un mistero!

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